Ferdinando Agnini detto “Nando”, nato a Catania il 24 agosto del 1924 e morto a Roma, alle Fosse Ardeatine, il 24 marzo del 1944, dopo la caduta del fascismo e l’arresto di Mussolini, nel luglio del 1943, è uno studente del secondo anno di medicina. Subito dopo l’8 settembre, tra Monte Sacro, Tufello e Valmelaina, si impegna per organizzare la Resistenza con un gruppo di giovani antifascisti, operai, liceali e studenti universitari, per contrastare le truppe di occupazione ed i fascisti e per la costruzione di un Italia Repubblicana.

Insieme a lui, Alvaro Vannucci, Giuseppe Gnasso, Corrado Fulli, Mario Belotti, Mario Condigliani e De Anna, quasi tutti studenti del Liceo Orazio Flacco (l’unico collocato in periferia), tra i 14 e i 20 anni, frequentano il “Bell’Orizzonte”, una spiaggetta sul fiume Aniene vicino al Ponte Vecchio, e si fanno chiamare “I Caimani del Bell’Orizzonte”.

Questi ragazzi mettono in atto una serie di azioni di propaganda, come il volantinaggio all’interno del cinema Rex in occasione della proiezione di un documentario dell’Istituto Luce sulla liberazione di Mussolini, e di sabotaggio, per mettere in difficoltà le truppe nemiche, usando i chiodi a tre punte forgiati da un fabbro con l’officina vicino a Ponte Nomentano, e trafugando le armi dalla caserma dell’8° Genio della Batteria Nomentana, sede di un comando tedesco, poi abbandonata, per trasporle di notte a nuoto, attraverso l’Aniene e nasconderle nel villino della famiglia Rainelli, in via Monte Argentario 8.

Intanto, con Nicola Rainelli e Orlando Orlandi Posti, iscritti al Partito d’Azione, Antonio Pistonesi, Franco Caccamo, Giorgio Lauchard, Girolamo Congedo, Mario Perugini, Lino Papio, Luciano Celli, all’indomani dell’8 settembre, partecipano alla difensa di Porta San Paolo e, il 10 settembre, combattono con coraggio contro una pattuglia tedesca, all’altezza di ponte Salario.


Ferdinando Agnini, con altri studenti quasi tutti di Monte Sacro, il 31 ottobre 1943 fonda l’ARSI (Associazione rivoluzionaria studentesca italiana), a carattere repubblicano e progressista, che dal 18 novembre 1943 pubblica il giornale “La Nostra Lotta”, probabilmente il primo foglio clandestino studentesco stampato in Italia, e organizzano, nel gennaio del ’44, azioni all’interno dell’Università per bloccare lo svolgimento degli esami e dei corsi delle facoltà di Medicina, Scienze, Legge, Lettere, Architettura e Ingegneria. Quando nel febbraio 1944, nasce l’Unione Studenti Italiani (USI), l’Arsi vi confluisce, contribuendo a dar vita a un movimento studentesco unitario, impegnato in scioperi, diffusione di materiali clandestini e attivo nel boicottare le organizzazioni giovanili fasciste e ogni forma di collaborazione con gli occupanti tedeschi. L’organismo unitario ereditò dall’Arsi la «Nostra Lotta», il cui primo nuovo numero usciva il 26 marzo 1944.

A Monte Sacro, i giovani resistenti si incontrano nel villino della famiglia Rainelli di via Monte Argentario. E’ lì che avvengono gli incontri clandestini, si nascondono le armi, si proteggono i renitenti alla leva. Il gruppo è composto, tra gli altri, da Ferdinando Agnini, Orlando Orlandi Posti, Antonio Pistonesi, Renzo Piasco, Paul Lauffer, Franco e Sara Caccamo, Amorina Lombardi, Luciano Celli, Roberto Croce, Nicola e Lina Rainelli.
A dimostrazione dell’attenzione suscitata dai movimenti e dalle azioni della Resistenza a Monte Sacro, Tufello e Valmelaina, i tedeschi avevano installato un proprio comando nella scuola Don Bosco e in un villino di via Nomentana, all’altezza di via Levanna, avevano creato un luogo di detenzione temporaneo per gli antifascisti arrestati, che venivano in seguito trasferiti altrove.

La dura reazione tedesca si manifesta tra il dicembre del 1943 ed il gennaio del 1944 a Monte Sacro, Tufello e Valmelaina, grazie alla delazione di spie come Franco Sabelli, Federico Scarpato e Armando Testorio, vengono messe in atto una serie di retate.
La prima retata avvenuta a dicembre decima il gruppo storico dei partigiani comunisti schedati, residenti e operanti in zona sin dal ’42, che verranno quasi tutti fucilati a Forte Bravetta, tranne due di loro trucidati alle Fosse Ardeatine.
Il primo ad essere arrestato è il generale Vito Artale, nato a Palermo il 3 marzo del 1892. Vive a Monte Sacro ed è in contatto col Fronte militare clandestino del colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo e, dopo l’occupazione tedesca di Roma, entra nella Resistenza. E’ arrestato nel dicembre 1943 per aver sabotato gli impianti della Vetreria Ottica dell’esercito, che sovrintendeva, per non far cadere i macchinari in mano ai tedeschi. Torturato a via Tasso, quartier generale della Gestapo, viene trucidato alle Fosse Ardeatine.

Riziero Fantini, nasce a Coppito (L’Aquila) il 6 aprile 1892, operaio anarchico e antifascista, fu responsabile della Cellula clandestina del Partito Comunista di Valmelaina, molto impegnato nell’organizzazione della Resistenza a Montesacro. Fucilato a Roma il 30 dicembre 1943 a Forte Bravetta, con i suoi compagni Grimaldi e Fuerra.
Italo Grimaldi, nasce a Budrio (Bologna) il 5 settembre 1899, gestisce una macelleria in via Vigese a Monte Sacro, aderisce alla Resistenza fin dai primi giorni dell’occupazione. Fucilato dai nazisti a Forte Bravetta il 30 dicembre del 1943.
Antonio Feurra, sardo di origine, nasce a Seneghe (Oristano) nel 1898, gestisce un banco di frutta e verdura nel mercato romano di Monte Sacro. Fu a capo di uno dei primi Gap (Gruppi di Azione Pattriotica) italiani a Roma. Fucilato dai nazisti a Forte Bravetta il 30 dicembre del 1943. La sua storia è raccontata in un documentario curato da Luca Manunza e Mario Cubeddu.
Raffaele Riva, nato a Sant’Agata Bolognese (Bologna) il 29 dicembre 1896, ex combattente della prima Guerra mondiale, cattolico di sinistra, dopo l’8 settembre 1943, fu tra gli organizzatori della Resistenza nel quartiere di Monte Sacro, partecipando ad azioni di boicottaggio, alla raccolta d’armi per le formazioni partigiane, alla diffusione di volantini contro i nazifascisti. La sera del 23 dicembre 1943 viene arrestato nella propria abitazione nel corso di una retata di oppositori della RSI. Il 31 gennaio 1944 venne fucilato dai nazifascisti a Forte Bravetta, assieme ad altre nove persone.
Giovanni Andreozzi, nato a Roma il 2 agosto 1912, iscritto al PCI di Monte Sacro – Val Melaina e membro del CLN. Fu catturato e condotto dinanzi al Feldgericht in un’operazione condotta dalle SS il 20 dicembre 1943 nei confronti della formazione del Pd’A comandata dal maggiore della Regia Aeronautica Umberto Grani del quale era agli ordini come caposquadra sabotatore. Fucilato insieme a Raffaele Riva a Forte Bravetta 31 gennaio 1944.
Filippo Rocchi, nato a Fara Sabina (Rieti) il 13 febbraio 1909, cattolico, appartenente al Partito Comunista Italiano, fu arrestato il 21 Dicembre 1943 dalle SS in collaborazione con la Polizia dell’Africa Italiana (PAI) e fu accusato di far parte di Bande Comuniste e di detenzione di armi. Trucidato alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944, all’età di 35 anni.

Forte Bravetta è uno dei 15 forti di Roma, edificati nel periodo compreso fra gli anni 1877 e 1891, situato nella periferia ovest della Capitale, che durante il periodo fascista fu adibito a luogo di esecuzione delle sentenze di morte del Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Sul suo terrapieno avvennero 116 fucilazioni: 37 dal 1932 al 1943, 69 durante i nove mesi di occupazione di Roma, per ordine del Tribunale militare di Guerra germanico e per mano della Gestapo di Herbert Kappler e 10 dopo la liberazione della città, di fascisti condannati a morte dall’Alta corte di giustizia per le sanzioni contro il fascismo.
I delatori Testorio e Sabelli, che contribuirono a annientare la Resistenza a Monte Sacro, Tufello e Valmelaina, saranno arrestati dopo la liberazione a Tivoli, condannati a morte dal Tribunale militare di Roma e fucilati dagli inglesi il 26 giugno 1945 a Forte Bravetta. Scarpato era già stato fucilato nello stesso luogo il 26 aprile.

Dopo poco la prima retata, il 3 febbraio, sarà la volta dei ragazzi. Vengono arrestati Renzo Piasco e Sara Caccamo, il padre della Caccamo e Antonio Pistonesi.

Gli altri componenti del gruppo riescono a sfuggire all’arresto, grazie a Orlando Orlandi Posti che, correndo di casa in casa, riesce ad avvisarli per tempo. Sfuggirono così all’arresto Ferdinando Agnini in via Monte Tomatico, Franco Caccamo in via Peralba, Roberto Croce in via delle Alpi Apuane, Emilio Palombo in viale Carnaro, Luciano Celli in via Montecristo, Ennio Petrignani in via Monte Bianco, che insieme ad Orlandi Posti riuscì ad evacuare le armi e le munizioni nascoste nel villino di via Monte Argentario. Alcuni di loro riescono a rifugiarsi presso la parrocchia degli Angeli Custodi, dove il parroco don Fiorello Piersanti li nasconde nell’intercapedine della cupola.

Quelli di loro che riescono ad uscire da Roma si uniscono ai gruppi partigiani del viterbese, del monte Scalambra, dei monti Ernici, al confine tra le province di Roma e di Frosinone, dove combatteranno fino alla Liberazione.
Purtroppo, quello stesso giorno, Orlando Orlandi Posti, dopo aver salvato molti compagni, è arrestato in piazza Sempione, dove, prima di fuggire, era passato a salutare la fidanzata.

Infine, con la cattura di Ferdinando Agnini e Paul Lauffer, avvenuta il 24 febbraio, si concluse l’operazione di “pulizia” della forze nazifasciste in questa zona di Roma.
Tutti vengono incarcerati e torturati a via Tasso.
Paul Lauffer, nato a Königsberg il 18 aprile 1902, viene fucilato a Forte Bravetta, il 7 marzo 1944, con altri nove prigionieri, come rappresaglia per un soldato tedesco ucciso in un’azione partigiana dei GAP a piazza dei Mirti.

Mentre, Renzo Piasco, nato a Roma il 13 Giugno 1925, Antonio Pistonesi, nato a Roma il 9 Febbraio 1925, Orlando Orlandi Posti, nato a Roma il 14 marzo 1926, Ferdinando Agnini vengono tutti trucidati alle Fosse Ardeatine, il 24 marzo 1944.


Le Fosse Ardeatine, antiche cave di tufo, vengono scelte dalla Gestapo come luogo per mettere in atto la rappresaglia per l’attentato partigiano di via Rasella, compiuto il 23 marzo da membri dei GAP romani, in cui erano rimasti uccisi 33 soldati del reggimento “Bozen” appartenente alla Ordnungspolizei, la polizia tedesca. Il 24 marzo, 335 uomini, scelti a caso dalle truppe di occupazione tedesca, assieme al questore fascista P. Caruso, tra prigionieri politici, tradotti dal carcere di via Tasso, ebrei e civili furono giustiziati. Le vittime vennero poi gettate nelle antiche cave di pozzolana situate a ridosso della via Ardeatina che vennero poi fatte brillare su ordine di Kappler, ufficiale delle SS, comandante della polizia tedesca a Roma, per occultare la carneficina. Il massacro avvenne a 23 ore dall’attentato e fu reso noto solo a esecuzione avvenuta e non fu preceduto da alcun preavviso da parte tedesca.
A Monte Sacro, gli ultimi scontri avvennero in piazza Sempione nel maggio del 1944, contro i tedeschi in fuga, che avevano minato il ponte Tazio, ma non riuscirono a distruggerlo del tutto. Nei violenti scontri per il ponte rimasero uccisi due soldati americani.
Infine, l’ultimo partigiano a morire a Roma fu Ugo Forno, un ragazzino dodicenne, il 5 giugno 1944, insieme al ventunenne Francesco Guidi .
Un reparto di guastatori tedeschi stava cercando di far saltare il ponte ferroviario sull’Aniene, Ugo, insieme ad altri cinque compagni, armati con fucili e pistole, giungono, attraverso la campagna in vista del ponte, e aprono il fuoco sul commando germanico, costringendo i militari a gettarsi al riparo.
Dopo un breve combattimento i soldati tedeschi decidono di abbandonare l’azione e ritirarsi e, per coprirsi le spalle, sparano tre colpi con un mortaio. Le schegge uccidono di schianto Ugo Forno e Francesco Guidi e feriscono gravemente altri due compagni.
Il sacrificio di questi coraggiosi giovani partigiani servì a salvare il ponte, per questo Ugo fu insignito della Medaglia d’oro al Merito Civile e, nel 2010, il ponte ferroviario sull’Aniene fu dedicato a lui. Inoltre, a ricordare il partigiano bambino, vi è una targa e un piccolo parco lungo via Mascagni, il Belvedere della Memoria, in vista del ponte ferroviario, istituito nel 2015.
La sua storia ha ispirato nel 2022 un breve docu-film di Fabio Vasco: “Ughetto – Il partigiano bambino”.

I fatti narrati e le persone protagoniste di questi eventi cominciano ad essere onorate sin dal 1945, con l’apposizione di una lapide in via Maiella, dedicata a 14 martiri uccisi tra le Fosse Ardeatine e Forte Bravetta, durante il 1944.
I caimani, che dopo gli arresti di febbraio si erano uniti ai partigiani sull’Appennino, rimasero sul Monte Scalambra fino ai primi di giugno. Poi scesero verso Roma per partecipare alla liberazione della città ma, quando erano a cinque chilometri di distanza, furono fermati e disarmati dagli alleati. Attraversarono la campagna e raggiunsero la Casilina e poi infine la Nomentana. Si fermarono alla vaccheria Giuliani fino al 4 giugno, una grande azienda agricola che ormai non esiste più, quando gli americani cominciarono ad avanzare.
La vaccheria si trovava lungo viale Tirreno, tra via Monginevra e Via Etna, dove ora c’è lo spiazzo con parcheggio e dei chioschi davanti all’ingresso della metro Conca d’Oro. Già negli anni ’60 non era più una vaccheria ma un magazzino.
Tra i partigiani nominati in questa lapide, Aldo Banzi e Amilcare Baldoni hanno una storia differente.
Amilcare Baldoni (Vacone, Rieti, 1883 – 12 aprile 1944), espulso dalla Francia nel 1936, dove era emigrato, viene a vivere a Roma, al Tufello nelle cosiddette “case dei francesi”. Anarchico e da tempo schedato dalla polizia, si sposta nelle sue terre natali per combattere i nazisti impegnati nella operazione “Osterei“ (“Uovo di Pasqua”). Nella provincia di Rieti, i nazifascisti, durante la settimana santa del 1944, fecero strage di un centinaio di cittadini inermi e partigiani. Catturato per delazione, Amilcare viene fucilato il 12 aprile insieme all’allievo sottufficiale della Guardia di Finanza Beniamino Minicucci a Vacone.
Aldo Banzi (Roma 23 gennaio 1921 – 24 marzo 1944), militante del Movimento Comunista d’Italia – Bandiera Rossa, abitava dalle parti della stazione Tuscolana. Partecipa a numerose azioni di sabotaggio. Fu arrestato a Roma dalle SS il 6 marzo 1944, attirato in una trappola dalla spia Federico Scarpato. Incarcerato “a disposizione dell’Aussen-Kommando sotto inchiesta di polizia” in via Tasso, torturato non rivelerà nessuna informazione agli aguzzini. E’ infine assassinato alle Fosse Ardeatine, dove è sepolto nel sacello n° 119 del mausoleo.

Dopo la Liberazione, nell’atrio dell’ex liceo ginnasio “Quinto Orazio Flacco”, oggi sede del Municipio, in piazza Sempione, gli studenti e gli insegnanti collocano una lapide in ricordo di Ferdinando Agnini.

Il 25 aprile del 1954, è inaugurata la lapide in via Scarpanto dedicata ai quattro martiri del quartiere Valmelaina: Riziero Fantini, Antonio Pistonesi, Renzo Piasco e Filippo Rocchi.

il 24 marzo 1985, nel 41° anniversario della strage delle Fosse Ardeatine, è collocata una lapide in ricordo di Ferdinando Agnini, all’entrata della palestra comunale di viale Adriatico, che gli è stata dedicata in precedenza.


Alle vittime della lotta antifascista di Montesacro è stata intitolata la sezione “X martiri” del Partito Comunista Italiano del quartiere, oggi circolo del Partito Democratico Montesacro-Valli-Sacco Pastore, in piazza Monte Baldo, nella quale si trova una lapide in ricordo di Agnini, Andreozzi, Baldoni, Fantini, Fuerra, Grimaldi, Piasco, Pistonesi, Riva, Rocchi.

Grande merito va riconosciuto al lavoro che hanno svolto e stanno svolgendo gli insegnanti e gli studenti dei Licei del territorio con progetti e iniziative e l’Amministrazione Comunale del III Municipio, finalizzato a mantenere viva la memoria su questi fatti e queste persone. Ad affiancare questi soggetti, Associazioni, come il Circolo Culturale Monte Sacro e l’A.N.P.I. “Orlando Orlandi Posti” del III Municipio, oltre a singoli cittadini contribuiscono con il loro sforzo al raggiungimento di questo obiettivo.
Inizia così la tradizione delle Pietre d’Inciampo nel nostro Municipio.
Il 16 gennaio 2019, viene collocata la prima Pietra d’Inciampo in via Maiella 15, in memoria della famiglia Funaro, composta da Leo Funaro, la moglie Teresa Di Castro e i figli Dario e Adolfo di soli 13 e 7 anni, ebrei deportati il 16 ottobre 1943, dalle truppe tedesche della Gestapo e uccisi ad Auschwitz.

Il 20 gennaio 2021, in via Monte Tomatico 1, è stata collocata una Pietra presso l’abitazione di Ferdinando Agnini, e in via Monte Nevoso 12, davanti alla casa di Orlando Orlandi Posti.


Il 21 dicembre 2021, sulla cancellata dei giardini pubblici di via Maiella è stato affisso un Pannello della Memoria dedicato alla famiglia Funaro, a Ferdinando Agnini e a Orlando Orlandi Posti. Il pannello è il primo del progetto “Fiore del partigiano”, iniziato nel 2017, realizzato da studenti e studentesse del liceo Aristofane, coordinati dalla professoressa Maria Rosati.
L’11 gennaio 2023, altre due pietre d’inciampo sono state installate sul marciapiede davanti all’ingresso del complesso di case popolari di via di Valle Melaina, 34, dove abitavano Renzo Piasco e Antonio Pistonesi.

Il 17 marzo 2022, padre Fiorello Piersanti viene ricordato dall’Associazione culturale Roma Best Practices Award – Mamma Roma e i suoi Figli Migliori, con la targa “Il Civico Giusto”, che raffiugura l’albero del carrubo, simbolo dell’accoglienza, posta sulla facciata della chiesa dei SS. Angeli Custodi. Questo riconoscimento viene collocato presso le abitazioni di coloro che, con coraggio e disprezzo del pericolo, protessero la vita di persone perseguitate.

Ultimamente, il Municipio ha dedicato una strada ai Caimani del Bell’Orizzonte, nei pressi della attuale sede del liceo Orazio Flacco.

Accanto a questi martiri ed eroi storici del nostro territorio, vanno ricordati eroi e martiri contemporanei a cui è dovuta la stessa attenzione e lo stesso rispetto.
Il 22 febbraio 1980, in un agguato molto simile a quello riservato al partigiano Ferdinando Agnini, che fu atteso a lungo a casa dalla polizia fascista, che lo picchiò brutalmente e lo arrestò, Valerio Verbano, studente del liceo Archimede e militante appartenente all’area di Autonomia Operaia, venne ucciso con un colpo di arma da fuoco in un agguato da tre uomini armati che si erano introdotti a volto coperto nella sua casa in via Monte Bianco, lo attesero a lungo, sequestrando i genitori.

Le indagini non giungeranno mai ad una chiara conclusione, pur ritenendo certo “l’ambiente criminoso” legato agli ambienti dell’estremismo di destra, attestarono l’impossibilità di individuare dei responsabili. Tra le ipotesi sull’uccisione c’è quella legata alla realizzazione da parte di Valerio di un dossier sui fascisti del quartiere, un lavoro composto da diversi fascicoli con la schedatura di estremisti di destra.
A Valerio è dedicata una lapide all’ingresso della sua abitazione, un bellissimo murale di Jorit, in via delle Isole Curzolane e la palestra del Tufello.

il 23 giugno 1980, e a soli 300 metri di distanza, due killer fascisti assassinarono il giudice Mario Amato, che aveva indagato sull’eversione fascista. A lui è dedicata una piccola scultura nei pressi della sua abitazione, in viale Jonio.

Il 27 giugno 2019, il III Municipio ha dedicato il parco Nomentano a Lorenzo ‘Orso’ Orsetti (Bagno a Ripoli, 13/02/1986 – Al-Baghuz Fawqani, 18/03/2019), il 33enne anarchico, antifascista e militare italiano caduto in Siria mentre combatteva contro l’Isis al fianco delle forze democratiche curde, seppellito secondo la volontà dei genitori nel cimitero di Porte Sante a Firenze, proprio dove riposano i caduti della Resistenza.

Infine, a tutto questo, aggiungerei un ricordo per il Libertator Simon Bolivar, legato a Monte Sacro per aver pronunciato qui il suo giuramento di liberare il Venezuela.
A lui sono dedicate, in questo quartiere, diversi lapidi e un monumento: Il memoriale del giuramento di Bolívar si trova sulla sommità del Monte Sacro, oggi giardino pubblico, denominato “Parco Simón Bolívar”; il 27 dicembre 1922 il Consiglio comunale di Roma, ha posto una lapide commemorativa, nel 125° anniversario del giuramento, sulla facciata della scuola Don Bosco, in piazza Monte Baldo.
Per approfondimenti sul legame tra Simon Bolivar e Monte Sacro leggi l’articolo “SIMÓN BOLĺVAR, El Libertador a Monte Sacro”


Per rintracciare tutti questi luoghi si può consultare la mappa a questo link:
https://www.google.com/maps/d/edit?mid=1dCaedQoXUsphBLqfdm2sqBSViKTuq6c&usp=sharing
LINK E LIBRI:
LA RESISTENZA A MONTE SACRO
https://sites.google.com/liceoaristofane.it/ilfioredelpartigiano/home-page
http://www.andreagaddini.it/Montesacro%20Resistenza.html
https://www.slideshare.net/slideshow/due-ragazzi-come-noi/76147386
https://www.anpi.it/biografia/ferdinando-agnini https://sites.google.com/liceoaristofane.it/ilfioredelpartigiano/la-resistenza-a-montesacro/testimonianze/famiglia-agnini
https://www.chiusureunquartiereaperto.it/il-quartiere-delle-origini/le-case-dei-francesi
https://www.anpi.it/biografia/orlando-orlandi-posti
“L’ora delle scelte. L’occupazione nazista nei quartieri di Monte Sacro, Valmelaina e Tufello a Roma tra il 1943 3 il 1944”, A. D’Ettorre, P. De Gennaro, S. Prosperi, M. Taborri, Marlin ed. 2019
“Le lettere dal carcere di via Tasso di un martire delle Fosse Ardeatine”, Orlando Orlandi Posti, Donzelli editore, Roma 2004
“La storia di Montesacro, dalla preistoria ai giorni nostri”, comunitybook typemedia editore 2018
LA RESISTENZA A ROMA E NEL RESTO DEL PAESE
https://www.patriaindipendente.it/servizi/roma-i-tre-giorni-della-rivolta
https://www.stampaclandestina.it/?page_id=116&ricerca=283
https://www.magozine.it/resistenza-a-scuola-docenti-e-studenti-di-roma-contro-il-fascismo
https://www.museoliberazione.it/it
https://www.museoliberazione.it/it/il-museo/le-celle/cella-montezemolo/fronte-militare-clandestino
https://it.wikipedia.org/wiki/Eccidio_di_Pietralata
https://www.televignole.it/resistenza-lettere-condannati-morte-1
https://www.umbriaecultura.it/operazione-osterei-fosse-reatine
https://www.anpi.it/libri/le-formazioni-partigiane
VIA RASELLA
https://it.wikipedia.org/wiki/Attentato_di_via_Rasella
https://it.wikipedia.org/wiki/Polizeiregiment_%22Bozen%22
https://it.wikipedia.org/wiki/Ordnungspolizei
FOSSE ARDEATINE
https://www.mausoleofosseardeatine.it
https://www.mausoleofosseardeatine.it/vittime/dettaglio/?id=19
https://encyclopedia.ushmm.org/content/it/article/ardeatine-caves-massacre
“L’ordine è già stato eseguito: Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria”, Alessandro Portelli, Feltrinelli editore 2012
FORTE BRAVETTA
https://www.anpiroma.org/2021/01
https://www.neapolisroma.it/forte-bravetta-la-memoria-resiste
https://it.wikipedia.org/wiki/Martiri_di_Forte_Bravetta
UGO FORNO
https://www.anpi.it/biografia/ugo-forno
https://anpcnazionale.com/2014/06/05/5-giugno-1944-roma
https://filmitalia.org/it/film/179841
FAMIGLIA FUNARO E DEPORTAZIONI
https://www.auschwitz.org/en/italian
https://www.museodellashoah.it
https://digital-library.cdec.it/cdec-web
VALERIO VERBANO
https://larossaprimavera.org/valerio-verbano
https://it.wikipedia.org/wiki/Autonomia_Operaia
GIUDICE MARIO AMATO
RISORSE
https://www.circoloculturalemontesacro.it
