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PUGLIA METAFISICA

RODI GARGANICO, la spiaggia di levante

Viaggio sorprendente e insolito, quello che ho intrapreso alla fine di ottobre nelle terre pugliesi, per atmosfere e sensazioni.

Nel percorrere questi territori, le campagne invase dalla vegetazione mediterranea, gli uliveti secolari, i ruderi di vecchie masserie ormai in disuso, le chiese rupestri o i monumenti megalitici, ho percepito la loro forza quasi magnetica di attrazione, il loro fascino antico.

MELENDUGNO, dolmen Placa
SAN VITO DEI NORMANNI, antiche cave
FRANCAVILLA, campagna
ORIA, masseria abbandonata
ORIA, masseria abbandonata
FRANCAVILLA, muro a secco
PUNTA PALASCIA, masseria abbandonata
SAN VITO DEI NORMANNI, masseria
SAN VITO DEI NORMANNI, uliveto e camper

L’architettura rurale è una sequenza di sagome pure, piani, parallelepipedi e archi di pietra di tufo bianco, accentuate dalla luce ferma e tagliente dell’autunnale sole salentino.

Il paesaggio è quasi sempre definito da una linea: l’immancabile striscia di mare che appare dietro le architetture, gli uliveti, i profili delle spiagge.

I mari circondano questa lingua di terra con un abbraccio talvolta tenero e sensuale, talvolta tumultuoso e ruggente.

RODI GARGANICO, faro
PORTO BADISCO

La stagione autunnale mi ha consentito di vivere questi luoghi senza le ingombranti folle estive.

La scarsa presenza dell’uomo nelle campagne, e spesso anche nei piccoli borghi, trasmetteva un senso di straniamento e solitudine, mi sono sentita spesso in bilico tra reale e sogno. Sembrava di essere stati catapultati nei paesaggi onirici della pittura metafisica.

SAN VITO DEI NORMANNI
SAN VITO DEI NORMANNI
SAN VITO DEI NORMANNI
SAN VITO DEI NORMANNI, Basilica di Santa Maria della Vittoria, statua di San Vito in cartapesta e legno (XIX secolo)

Ho attraversato a bordo del mio camper interi paesi vacanzieri in riva al mare, con tanto di supermercati, ristoranti, bar, parchi giochi, completamente disabitati. I lampioni notturni creavano un ambiente da set cinematografico abbandonato. Chilometri e chilometri di cemento utilizzati tre mesi l’anno. Assurdo!

SAN FOCA
SAN FOCA
OTRANTO, via dei bastioni
OTRANTO, via Ciatara

Ho cercato di fissare queste sensazioni nelle foto che ho scattato lungo questo percorso.

La scelta del bianco e nero è dovuta al bisogno di concentrare l’attenzione più sulle forme, sulle superfici della materia, sul contrasto tra luce e ombra, che sui colori prepotenti di quella terra.

ORIA, tetti
OSTUNI
LECCE

L’itinerario si è svolto in senso antiorario, da Matera sono scesa verso Massafra, Mottola e Grottaglie, fra gravine e uliveti.

Da lì ho preso la via verso il mar Jonio, diretta a Torre Lapillo. Poi, lungo costa, mi sono fermata presso la Torre di Sant’Isidoro, dove a sera pescatori solitari cercavano il loro bottino.

MARTANO, Specchia de’ li mori
FRANCAVILLA, trullo
SANT’ISIDORO, pescatori

Ho proseguito fino a Gallipoli, sorpresa da un raggio di sole sul plumbeo mare autunnale, per arrivata poi a Leuca, lo spartiacque, il punto più a sud dell’itinerario.

GALLIPOLI, tramonto
GALLIPOLI, chiesa d san Francesco d’Assisi, cappella del Crocefisso (XVIII sec.)
LEUCA, santuario

Costeggiando il mare, ho iniziato a risalire lo stivale e sono passata da Tricase, Santa Cesarea Terme, Porto Badisco e, finalmente, Otranto.

La più affascinante e misteriosa.

PUNTA PALASCIA
OTRANTO, lungomare degli Eroi
OTRANTO, largo Porta Alfonsina
OTRANTO, porta Alfonsina

Le tappe successive sono state a Torre dell’Orso e San Foca, con il loro mare blu acciaio, fermandomi poi a San Cataldo, il mare di Lecce.

Lecce, naturalmente, meritava un ritorno.

TORRE DELL’ORSO, spiaggia delle due sorelle
TORRE-DELLORSO, grotta della poesia
SAN CATALDO, lungomare
LECCE, anfiteatro romano, torre dell’orologio e palazzo del Seggio
LECCE, Castello di Carlo V
LECCE, artigiano della cartapesta in piazza del Duomo

Ho poi bypassato Brindisi, fermandomi alla Specchiolla, villaggio estivo semideserto, sul quale è sorta dal mare una enorme luna rossa. Altra tappa obbligata è stata Otranto, che le folle estive non avevano ancora abbandonato, purtroppo.

SPECCHIOLLA, sorge la luna
OSTUNI
OSTUNI, bottega del rigattiere
OSTUNI, bottega del rigattiere
CAROVIGNO, Santuario Maria Santissima del Belvedere
CAROVIGNO, Santuario Maria Santissima del Belvedere, altare della cripta superiore (XVI sec.)
CAROVIGNO, Santuario Maria Santissima del Belvedere, scala santa

Una strada interna, passando per Locorotondo, Cisternino, Molfetta, mi ha portato a veder risplendere la cattedrale di Trani al tramonto.

TRANI, facciata del duomo
TRANI, cripta del duomo

Mi sono poi fermata a Margherita di Savoia con le sue enormi saline, dove un mostruoso argano per il trasporto del sale, crollato per una tromba d’aria, sembrava un dinosauro addormentato.

MARGHERITA DI SAVOIA, saline
MARGHERITA DI SAVOIA, saline
MARGHERITA DI SAVOIA, saline
MARGHERITA DI SAVOIA, saline
MARGHERITA DI SAVOIA, saline, argano crollato
MARGHERITA DI SAVOIA, saline, argano crollato
MARGHERITA DI SAVOIA, saline, argano crollato
MARGHERITA DI SAVOIA, saline, argano crollato

Infine, da Manfredonia è iniziato il giro del Gargano, seguendo il mare, fino a Rodi Garganico, sulla sua spiaggia infinita di sabbia bianca.

RODI GARGANICO, spiaggia di levante
RODI GARGANICO, spiaggia di levante
GARGANO, baia di Mattinata
4,6 / 5
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6 Risposte a “PUGLIA METAFISICA”

  1. Complimenti Stefania, veramente belle le tue foto e, per chi conosce abbastanza bene quei posti, ancora più emozionanti.
    Ottima la scelta del bianco e nero.

  2. Le tue foto a me sembrano trarre “il succo” della realtà impreziosita dallo sforzo di immaginarla oltre l’uniformità delle sfumatura di grigio, o se si vuole oltre l’interfacciarsi del bianco e del nero. E i testi che le accompagnano non fanno altro, con vera semplicità, che esprimere i sentimenti espressi in ogni scatto e tentare di rendere il vissuto in “poesia”.

  3. Splendido riassumersi di un viaggio immersivo delicato e palese nel racconto di chi sa guardare col cuore, aiutandosi di un occhio fotografico ❗
    Antonio

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