
Viaggio sorprendente e insolito, quello che ho intrapreso alla fine di ottobre nelle terre pugliesi, per atmosfere e sensazioni.
Nel percorrere questi territori, le campagne invase dalla vegetazione mediterranea, gli uliveti secolari, i ruderi di vecchie masserie ormai in disuso, le chiese rupestri o i monumenti megalitici, ho percepito la loro forza quasi magnetica di attrazione, il loro fascino antico.









L’architettura rurale è una sequenza di sagome pure, piani, parallelepipedi e archi di pietra di tufo bianco, accentuate dalla luce ferma e tagliente dell’autunnale sole salentino.
Il paesaggio è quasi sempre definito da una linea: l’immancabile striscia di mare che appare dietro le architetture, gli uliveti, i profili delle spiagge.
I mari circondano questa lingua di terra con un abbraccio talvolta tenero e sensuale, talvolta tumultuoso e ruggente.


La stagione autunnale mi ha consentito di vivere questi luoghi senza le ingombranti folle estive.
La scarsa presenza dell’uomo nelle campagne, e spesso anche nei piccoli borghi, trasmetteva un senso di straniamento e solitudine, mi sono sentita spesso in bilico tra reale e sogno. Sembrava di essere stati catapultati nei paesaggi onirici della pittura metafisica.




Ho attraversato a bordo del mio camper interi paesi vacanzieri in riva al mare, con tanto di supermercati, ristoranti, bar, parchi giochi, completamente disabitati. I lampioni notturni creavano un ambiente da set cinematografico abbandonato. Chilometri e chilometri di cemento utilizzati tre mesi l’anno. Assurdo!




Ho cercato di fissare queste sensazioni nelle foto che ho scattato lungo questo percorso.
La scelta del bianco e nero è dovuta al bisogno di concentrare l’attenzione più sulle forme, sulle superfici della materia, sul contrasto tra luce e ombra, che sui colori prepotenti di quella terra.



L’itinerario si è svolto in senso antiorario, da Matera sono scesa verso Massafra, Mottola e Grottaglie, fra gravine e uliveti.
Da lì ho preso la via verso il mar Jonio, diretta a Torre Lapillo. Poi, lungo costa, mi sono fermata presso la Torre di Sant’Isidoro, dove a sera pescatori solitari cercavano il loro bottino.



Ho proseguito fino a Gallipoli, sorpresa da un raggio di sole sul plumbeo mare autunnale, per arrivata poi a Leuca, lo spartiacque, il punto più a sud dell’itinerario.



Costeggiando il mare, ho iniziato a risalire lo stivale e sono passata da Tricase, Santa Cesarea Terme, Porto Badisco e, finalmente, Otranto.
La più affascinante e misteriosa.




Le tappe successive sono state a Torre dell’Orso e San Foca, con il loro mare blu acciaio, fermandomi poi a San Cataldo, il mare di Lecce.
Lecce, naturalmente, meritava un ritorno.






Ho poi bypassato Brindisi, fermandomi alla Specchiolla, villaggio estivo semideserto, sul quale è sorta dal mare una enorme luna rossa. Altra tappa obbligata è stata Otranto, che le folle estive non avevano ancora abbandonato, purtroppo.







Una strada interna, passando per Locorotondo, Cisternino, Molfetta, mi ha portato a veder risplendere la cattedrale di Trani al tramonto.


Mi sono poi fermata a Margherita di Savoia con le sue enormi saline, dove un mostruoso argano per il trasporto del sale, crollato per una tromba d’aria, sembrava un dinosauro addormentato.








Infine, da Manfredonia è iniziato il giro del Gargano, seguendo il mare, fino a Rodi Garganico, sulla sua spiaggia infinita di sabbia bianca.




Complimenti Stefania, veramente belle le tue foto e, per chi conosce abbastanza bene quei posti, ancora più emozionanti.
Ottima la scelta del bianco e nero.
Grazie cara amica, sono contenta di sapere che anche tu ti sei emozionata nel vedere quei posti
Le tue foto a me sembrano trarre “il succo” della realtà impreziosita dallo sforzo di immaginarla oltre l’uniformità delle sfumatura di grigio, o se si vuole oltre l’interfacciarsi del bianco e del nero. E i testi che le accompagnano non fanno altro, con vera semplicità, che esprimere i sentimenti espressi in ogni scatto e tentare di rendere il vissuto in “poesia”.
Un apprezzamento così poetico e profondo mi emoziona e mi colpisce. Grazie
Splendido riassumersi di un viaggio immersivo delicato e palese nel racconto di chi sa guardare col cuore, aiutandosi di un occhio fotografico ❗
Antonio
Grazie, un complimento fatto da un fotografo ha un grande valore